Visita pastorale di S.E. Mons. Domenico Cornacchia


 01/01/1  |     Elisa Tedeschi  |    92  |   Comunità



Cronaca della visita presso la Parrocchia di Santa Maria di Sovereto in Terlizzi dal 22 ottobre al 25 ottobre 2020

La visita di S. E. Mons. Domenico Cornacchia si è svolta regolarmente come prevista da calendario, dal 22 al 25 ottobre: le misure di contenimento della pandemia non hanno inciso sulle date previste ma nell’attività di preparazione alla visita, riducendo la piena realizzazione di quanto programmato inizialmente.

Il Vescovo, accompagnato da don Pietro Rubini, è stato accolto dal parroco Don Michele all’entrata della chiesa, insieme da un nutrito gruppo di fedeli, alle ore 19 di giovedì sera. Dopo il rituale di apertura, il bacio dell’antico Crocifisso, Vescovo ha attraversato la navata centrale benedicendo tutti con l’aspersione dell’acqua, accompagnato dal canto del gruppo corale che da alcuni anni anima la liturgia della parrocchia, guidato dal M° Natalizia del Rosso. Pronunciando parole di ringraziamento per la visita, Don Michele ha rivolto un discorso di saluto a nome dell’intera comunità che il Vescovo ha contraccambiato, esprimendo tutta la sua gioia. Si è così aperto il Consiglio Pastorale, esteso a tutti, con la presentazione dei vari gruppi della parrocchia attraverso la voce dei rispettivi rappresentanti. A rendere particolarmente singolare questa visita, il collegamento on line con la mamma del Beato Carlo Acutis, su cui è stata impostata tutta la preparazione alla visita, previsto alle ore 20 ma che per ragioni tecniche è poi slittato di una mezz’ora. Mons. Cornacchia lo ha considerato come uno stimolo di incoraggiamento a ravvivare la fede. Erano presenti infatti i responsabili dell’Animazione digitale del Settimanale “Luce e Vita”, il Direttore, dott. L. Sparapano, la dott.ssa R. Carlucci, moderatrice dell’incontro.

Quindi il Vice Presidente del Consiglio Pastorale, Sig. F. Gisonda ha preso la parola, salutandolo e presentando brevemente l’intero Consiglio. Si sono poi succedute tutte le rappresentanze delle componenti che operano nella parrocchia. Ha preso la parola la Sig.ra Gianna Tuberoso per la Divina Misericordia, il sig. Michelangelo Parisi per l’ANSPI; il sig. Carmelo Magro per associazione del Carmelo, la sig.ra Angela De Chirico in rappresentanza del gruppo famiglia, la Sig.ra Pina De Lucia per il gruppo Caritas, Ilaria De Leo e Michele Fracchiolla per i catechisti, il sig. Nicolò Rutigliano per il Coro. Tutti hanno ringraziato il vescovo per la sua presenza e brevemente esposto le attività svolte.

Dopo si è trasmesso un video introduttivo sulla vita di Carlo. Poi la giornalista Roberta Carlucci ha aperto il collegamento, il Vescovo ha salutato la signora Antonia Salzano, mamma del Beato Acutis, che poi ha preso la parola e parlato del giovane Beato senza però permettere di porgerle le domande che erano state preparate a riguardo. In conclusione, il Vescovo ha nuovamente ringraziato e annunciato di aver intitolato al Beato Carlo il Centro per Minori disagiati appena aperto a Molfetta, facendo richiesta alla madre di poter ricevere una reliquia da poter conservare nel Seminario Minore. La signora Acutis si è mostrata felicemente sorpresa e ha assicurato di voler assolvere a questa richiesta e di voler visitare il Centro di persona appena le condizioni della pandemia lo permetteranno.

Nella giornata successiva, 23 ottobre, il Vescovo ha visitato alcune realtà presenti nella parrocchia: il Centro per gli anziani “Don Grittani”, e i due asili privati, “Il giardino dei Bimbi” e “L’albero azzurro”.
Il centro “ Don Grittani” è una struttura allocata a poca distanza dalla chiesa e situata in fondo alla stessa via che collega la parrocchia all’estramurale su cui si affaccia il centro. E’ costituita da un plesso con locali a piano terra e al piano superiore, alcuni dei quali destinati all’abitazione del parroco mentre altri allo svolgimento del catechismo.

Il Vescovo è arrivato in macchina accompagnato dal parroco atteso con grande trepidazione da un piccolo gruppetto di anziani nello spazio antistante l’ingresso. Sorprendendo tutti, facendosi largo tra gli ospiti, S. E. Mons. Cornacchia si è diretto verso l’effige della S. Vergine Immacolata, posta nell’angolo dell’atrio esterno e inginocchiandovisi davanti ha invitato tutti ad unirsi alla sua preghiera. Ad accoglierlo, Sr. Anna, Madre generale, e altre due sorelle della congregazione di Don Grittani che lo hanno salutato a nome di tutti. La Presidente dell’associazione ha preso la parola ringraziandolo per la sua visita e riassumendo quello che è lo scopo dell’associazione, seguita da altri tre interventi di alcune ospiti che sono stati intervallati da un breve canto, sulle parole dello stesso Don Grittani. Ci si è soffermati sulla figura di questo sacerdote e sui frutti della sua opera. Il Vescovo ha così appreso che il Centro accoglie circa una sessantina di anziani fino a 90 anni, è aperto dalle 18 alle 21 tutti i giorni della settimana e si avvale della collaborazione di due volontari che aiutano le suore nello svolgimento di varie attività ricreative: bricolage, attività manipolative, passatempi ludici, etc.. Il Vescovo ha chiesto l’intervento spontaneo degli ospiti. Emozionati, gli hanno confermato la positività di questa iniziativa poiché garanzia di incontri, esperienze che ravvivano la monotonia de loro quotidiano. Poi è stato invitato ad entrare all’interno nel salone dove sono soliti trascorrere il loro tempo libero in cui erano allestiti due tavoli con l’esposizione dei loro lavori e un piccolo buffet in suo onore. Qui ha scattato alcune foto con tutto il gruppo e le responsabili, ha chiesto informazioni circa la storia di alcune foto lì esposte, visitato i locali annessi. Poi, sempre accompagnato da Don Michele, è passato a visitare i locali al piano superiore. Infine, dopo aver impartito la sua benedizione, si è congedato, incoraggiando gli ospiti a avere “una  vita piena e una vita buona”, ad sentirsi e ad essere sempre attivi e vitali nelle piccole cose di ogni giorno.

Successivamente, a piedi, il Vescovo si è recato a visitare l‘asilo “Il Giardino dei Bimbi”, annesso al centro. I bambini più grandi lo hanno accolto cantando nel salone d’ingresso addobbato con striscioni a lui dedicati, guidati dalle loro insegnanti. Dopo la preghiera il Vescovo ha rivolto loro la parola ringraziandoli per la bravura e rivolgendo alcune domande. Ha salutato i più piccoli che si trovavano nelle stanze affacciate al salone e ha visto un video sulla pace insieme ad altri ancora in un’altra stanza della struttura, vicino le cucine. Ha voluto conoscere tutto il personale e visitare i locali della struttura, apprezzando tutto il lavoro svolto e complimentandosi con le maestre per la grande compostezza dei bambini, sia pur così piccoli. Al termine, i piccoli ospiti hanno riservato una gradita sorpresa, conferendogli una fascia con la nomina di “Primo Cittadino” della loro comunità, che ha indossato subito. Dopo la benedizione, si è congedato accompagnato da un forte applauso. 

In macchina, si è poi recato a visitare l’altro asilo privato “L’albero azzurro”, annesso alla chiesa, situato nei locali dell’ex convento. I bambini più grandi lo hanno accolto nell’atrio esterno, con un bel canto, disposti su grandi tappeti d’erba sintetica. Dopo la preghiera, il Vescovo ha rivolto loro la parola, porgendo direttamente alcune domande e ascoltando i loro interventi. I più piccoli, che hanno seguito dalle finestre in alto la visita con le loro insegnanti, hanno fatto cadere dei palloncini al termine del suo intervento. In seguito il Vescovo ha visitato i locali all’interno in compagnia del parroco e del viceparroco Don Pasquale De Palma. L’ampia struttura cinquecentesca, così illuminata e soleggiata si è presentata in tutta la sua magnificenza: ampi corridoi e saloni ospitano un folto gruppo di piccoli che, dall’asilo nido dall’ultima classe della Scuola dell’Infanzia, possono godere della bellezza di questa struttura per lo svolgimento delle loro attività in una pace davvero singolare. Il Vescovo, guidato dalla responsabile, ha visitato ogni interno, fino alla sala mensa dove si è compiaciuto di assistere alla distribuzione dei pasti ai piccoli ospiti. Qui ha girato tra i tavoli, facendo qualche domanda, sorridendo della reazione spontanea dei bimbi, ponendo domande al personale. Infine, dopo aver fatto alcune foto, per dirigersi a visitare gli altri spazi della struttura insieme a don Michele e don Pasquale. Qui ha ammirato il salone centrale, utilizzato per riunioni o altre attività, dalle ampie volute e illuminato a giorno dalle grandi finestre. Si è poi diretto a visitare i locali affrescati a piano terra, alcuni dei quali ospitanti una mostra temporanea del pittore locale P. D’Elia.

Sabato 24, in mattinata, il Vescovo accompagnato da don Michele ha fatto visita ad alcuni ammalati amministrando loro l’Eucarestia e donando a tutti una parola di conforto. Alle 11.30, ha incontrato in parrocchia il Consiglio degli Affari economici.

Nella serata di sabato, alla ore 17.00, S. E. Mons. D. Cornacchia è arrivato in parrocchia per incontrare i ragazzi e i giovani e le famiglie.
La forte pioggia e le misure di contenimento hanno ridotto la presenza dei fedeli. Tuttavia non sono mancati piccoli e ragazzi che hanno ascoltato il Vescovo con molta attenzione ed interesse.

Il Vescovo ha parlato della sua esperienza in Seminario, quando circa sessant’anni fa, erano addirittura in 54 ragazzi a frequentarlo ma solo in tre sono poi diventati sacerdoti. Ha riflettuto sul senso della felicità che non consiste nel possedere, come il mondo attuale sembra comunicare, ma nell’avere passione nel fare le cose.

Soprattutto ha esortato i ragazzi ad ascoltare la coscienza che ci parla attraverso le persone: i genitori, i maestri, i nonni, i catechisti. Il Vescovo ha fatto riferimento all’esempio che viene dalle api laboriose: come esse ricavano il nettare da mille fiori, così noi dobbiamo essere ricettivi nel prendere il meglio da ogni persona che incontriamo, da ogni situazione per ricavarne il meglio. Come la mamma quando prepara i dolci prende il meglio, setaccia con cura gli ingredienti per una buona riuscita, e lascia ciò che non serve così siamo chiamati ad operare noi nella vita di tutti ni giorni. Dobbiamo sviluppare un senso particolare, discernere, cioè “cernere bene” affinché riusciamo a vagliare sempre per il meglio, privilegiando ciò che unisce, che costruisce, ad operare in vista dell’unico Bene che è Gesù. Veniamo in Chiesa per diventare santi, non perché santi e per esserlo occorre fatica. A volte ci sentiamo scoraggiati per alcuni atteggiamenti oppositivi ma noi dobbiamo metterci alla ricerca di ciò che è bello e buono e se manca, essere noi a promuoverlo.
Poi il Vescovo ha chiesto la parola ai presenti, rivolgendosi ai bambini in particolare che gli hanno posto delle domande schiette ed originali, sul suo abito, sul suo nome. Il Vescovo ha risposto con semplicità ricordando il passato, e esortando alla fine i genitori ad essere madre, padre e a non dimenticare il terzo genitore “la coppia”.

Don Michele ha ringraziato per l’intervento e indicato all’assemblea che il Vescovo sarebbe stato a disposizione per colloqui privati fino a prima della celebrazione della S. Messa dove avrebbe amministrato il sacramento della Confermazione al primo gruppo di undici ragazzi.
Puntuale è poi cominciata la Santa Messa, nel rispetto delle norme di contenimento con l’ausilio di alcuni volontari dell’Associazione Carabinieri, responsabili della sorveglianza.

In una chiesa piena e tutta illuminata, durante l’omelia il Vescovo ha salutato i padrini e le madrine che sono stati scelti, loro anziché altri, per questo compito, esortandoli a vivere bene la fede attraverso una testimonianza all’altezza di questo ruolo, come sostiene S. Agostino. Riferendosi al Vangelo del giorno, ha ricordato che per la mentalità di quel tempo, il vero ebreo era chi conosceva a memoria i 613 precetti. Con Gesù, le cose cambiano. Gesù sintetizza i precetti in due soltanto: amare Dio e amare il prossimo. Essere credenti non è una sterile osservanza di regole ma significa amare, nulla anteponendo all’amore di Cristo, come dice S. Benedetto, voler aspirare a Dio. Dal momento che il Signore però ci ha chiamati all’esistenza perché ognuno viva in relazione agli altri, non isolati, quindi occorre aprirsi all’altro. Il Vescovo ha fatto riferimento all’Enciclica “Fratelli tutti” che il Papa ha firmato pochi giorni fa ad Assisi. Spiegando il significato della parola “enciclica”, cioè lettera destinata a tutti, ha ribadito il senso autentico di un messaggio globale perché fratelli e figli dello stesso Padre. Essendo tutti fratelli, ciò si traduce in gesti concreti, “deponendo armi, sottoscrivendo sempre trattati di pace, amandosi a vicenda”. E’ importante sforzarsi di anteporre il bene al male, e a fare bene il bene, a vedere gli esempi positivi nel marasma di negatività che ci circonda, a impetrare da Dio, come Salomone, il dono della sapienza, la capacità di discernimento. Ha concluso con l’invocazione allo Spirito Santo affinché soffi sulle vele della nostra vita verso il porto sicuro del gaudio, del bene, della salvezza.

Successivamente si è passati al rito della Confermazione. Dopo gli auguri a tutti i cresimandi, ai padrini e alle madrine, alle famiglie tutte, si è continuato lo svolgimento della celebrazione.

Domenica 25 ottobre alle ore 11.00 Sua Eccellenza Mons. Domenico Cornacchia ha presieduto la celebrazione eucaristica per l’amministrazione del sacramento della Confermazione a diciannove cresimandi, il sacramento dell’Eucarestia ad un bambino, concludendo la sua breve visita pastorale.
Durante l’omelia il vescovo ha commentato il Vangeli del giorno, evidenziando come l’essenzialità della Legge è contenuta in una sola parola: amare. Come ribadisce lo stesso S. Giovanni della Croce, tutta la vita cristiana sarà misurata alla luce di questa parola. L’amore per Dio è autentico solo se sostenuto da quello verso il prossimo. Nella realtà odierna si assiste a situazioni bizzarre e spesso sono sufficienti  pochi attimi per distruggere il bene che si è fatto in una vita. Si è così poco disposti a perdonare! Questo atteggiamento è comune in tutti gli ambiti della quotidianità: la comunità verso il parroco, tra gli amici, nelle famiglie. Allora ha esortato tutti a mostrare anziché la forza, i muscoli, la forza dell’amore e della misericordia, del perdono. Richiamandosi a San Francesco di Sales ha invitato tutti ad assumere atteggiamenti pacati, di gentilezza, di benevolenza per andare avanti sulla via del bene secondo quella che è la vera “legge” del Signore.

E’ poi passato ad amministrare il Sacramento della Confermazione ai diciannove cresimandi ed ha anche amministrato il Sacramento della Prima Comunione ad un bambino.

La cerimonia si è conclusa con un breve saluto di commiato del parroco Don Michele per il prezioso contributo del Vescovo a tutta comunità durante la sua visita pastorale, sia pur breve. Il Vescovo ha espresso parole di benevolenza verso tutti e, benedicendo tutti, ha lasciato la comunità.


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